E. Manicardi nel libro: “Quando il ramo diventa tenero”

La tenerezza nel Vangelo di Marco

Per chi non cerca la tenerezza a basso prezzo, ma desidera avere la qualità e la forza creatrice del “ramo tenero”, l’evangelista Marco può essere un buon compagno è un’ottima guida. La sua sensibilità all’Intenerirsi di Gesù pastore; la preoccupazione costante per l’inconsapevole durezza di cuore dei discepoli; la nitida certezza che soltanto la giusta percezione dei segni dei tempi potrà rendere veramente duttili, sono i tre punti cardine di un’attenzione alla tenerezza priva di sbavature e di facili sentimentalismi.

Marco è l’evangelista che più di tutti a tematizzato  il rischio della durezza di cuore e che offre come rimedio la sequela di Gesù risorto. Le parole che, al culmine della narrazione del suo Vangelo, le donne trasmettono ai discepoli – “Egli vi prego cede in Galilea. Là lo vedrete, come vi ha detto” – mostrano che la risurrezione è una forza e che non riguarda solo la corporeità di Gesù, ma si estende discepoli. La rinascita del discepolo avviene perciò nel clima di una rinata circolarità della tenerezza. 

Il libro è stato dedicato a tre ex-alunni del collegio

“Chi accoglie uno solo di questi bambini nel mio nome, accogli me; e chi accogli me, non accogli me, ma colui che mi ha mandato”. (Mc 9,37)

Ricordando con gratitudine al Pastore percosso e risorto tre miei compagni capranicensi defunti, che furono presbiteri veri e autenticamente “teneri”

don Francesco Forini (Ferrara 28-09-2014)

don Giorgio Giorgetti (Pesaro 14-08-2017)

don Maurizio Ventura (Roma 29-11-2017)