PASQUA 2020 – UNA COMUNITà DISPERSA MA NON DIVISA

Abbiamo iniziato assieme in Collegio il cammino verso la Pasqua, con il Mercoledì delle Ceneri, il ritiro spirituale, la prima domenica di Quaresima. Pochi giorni dopo, fra il 7 e il 9 marzo, con il crescere dell’allarme per la pandemia da coronavirus, la comunità si è dispersa: 22 alunni sono rimasti in sede con i superiori, 35 sono tornati alle loro case. Per gli uni e per gli altri è iniziato un tempo segnato da profonde preoccupazioni, dalla condivisione di disagi e di sofferenze, dalla ricerca di nuovi ritmi di vita, di preghiera, di studio e di servizio. Abbiamo cercato di rimanere uniti, con la preghiera, con i messaggi via whatsapp o via e-mail, con qualche telefonata.

Ci apprestiamo a celebrare la Pasqua in circostanze eccezionali, in modi imprevedibili e inimmaginabili fino a poche settimane fa. Ma è la stessa Pasqua di morte e di risurrezione che i discepoli di Gesù vivono e celebrano fin dalla sera di quel giorno, “il primo della settimana” (cf. Gv 20,19).

Non siamo i primi cristiani a celebrare la Pasqua in situazioni difficili: è la prima volta che capita in dimensioni così ampie, almeno in Europa e in Nord-America, alle generazioni nate dopo la Seconda Guerra Mondiale. È anche la prima volta, almeno negli ultimi sessant’anni, che la Settimana Santa e il Triduo Pasquale vengono celebrati, in un modo certamente non abituale, tenendo conto delle disposizioni dei nostri Pastori, da un gruppo di alunni e di superiori residenti in Collegio.

Ci sarà tempo per riflettere su ciò che sta accadendo, per interpretare questo dramma mondiale alla luce del vangelo di Gesù Cristo, per scoprire le modalità più adeguate con le quali accogliere – come Chiesa, come seminaristi, diaconi, presbiteri – le provocazioni di un futuro carico di incertezze.

Ora viviamo questa Pasqua, l’incontro con il Risorto che dona lo Spirito Santo, mantenendo la fede e la speranza rivolte a Dio (cf. 1Pt 1,21).

 

Don Riccardo Battocchio