“Accostiamoci … per essere aiutati al momento opportuno”

L’immagine di Sant’Agnese che abbraccia la croce – lasciandosi coinvolgere dal dono che Gesù, vero agnello pasquale, fa di se stesso – ci accompagna, nel refettorio del Collegio, dallo scorso 21 gennaio.

Giunti a questa Pasqua, segnata dal dramma della pandemia da coronavirus, possiamo cogliere nel gesto di Agnese un’eco dell’invito, risuonato più volte in questi giorni, ad accostarci «con piena fiducia al trono della grazia per ricevere misericordia e trovare grazia, così da essere aiutati al momento opportuno» (Eb 4,16).

Il “trono della grazia” non è altro che la vita stessa di Dio: il Padre che dona e accoglie il Figlio; il Figlio che risponde al Padre con l’obbedienza dell’amore; lo Spirito che unisce eternamente il Padre e il Figlio, e rende presente nel tempo e nello spazio delle creature l’unità nella differenza che è propria dell’amore.

Nel “trono della grazia” c’è posto anche per la nostra vita, c’è posto anche per le dis-grazie che segnano l’esistenza di tante creature: caricando sulle sue spalle le nostre sofferenze e addossandosi i nostri dolori (cf. Is 53,4), il Figlio li ha portati in Dio. Ed essendo egli la vita, ha disinnescato il meccanismo di morte che, nella storia delle creature, è associato alla sofferenza e al dolore.

L’augurio, in questa Pasqua 2020, è di poter abbracciare la croce, come Agnese nella nostra icona, per raccogliere la forza di vita donata dal Crocifisso Risorto e condividerla con tanti fratelli e sorelle, ora e quando usciremo dalle nostre case (e dal Collegio) per riprendere il cammino, non come prima ma da persone rinnovate. Più dalla Pasqua che dall’esperienza faticosa dell’isolamento.

 

don Riccardo Battocchio, Rettore

12 aprile 2020