DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II

AGLI ALUNNI DELL’ALMO COLLEGIO CAPRANICA

Martedì, 20 gennaio 1987

Carissimi superiori e alunni dell’Almo Collegio Capranica!

La vigilia della memoria liturgica di sant’Agnese, vostra patrona, ci raccoglie ancora una volta attorno all’altare del Signore per la celebrazione del sacrificio divino e mi offre l’occasione per esprimervi i miei sentimenti di affetto e il mio incoraggiamento a proseguire nel cammino della vocazione.

Saluto il rettore, mons. Luciano Pacomio, i superiori e tutti voi alunni con le parole della Lettera agli Ebrei proclamate dalla liturgia odierna. Esse esprimono un incoraggiamento ad afferrarci saldamente alla speranza che ci è stata offerta (cf. Eb 6, 18). La speranza che viene da Dio è luce, sostegno e conforto.

Tale speranza per noi tutti si concentra soprattutto nel dono del sacerdozio, al quale siamo stati chiamati e che voi vi preparate a ricevere con animo generoso e con sincero impegno. Nella grazia del sacerdozio viene donata a noi una forza che ci consente di aprire il nostro cuore a Cristo in un gesto di libertà interiore pieno di fiducia, di disponibilità e di serenità.

Vogliamo esprimere a Dio il desiderio di essere fatti degni di annunciare a ogni uomo le verità che Cristo ci ha fatto conoscere, vogliamo chiedergli di poter testimoniare la forza della carità che egli ci comunica mediante il dono dello Spirito Santo.

Con umiltà e con cuore aperto noi domanderemo in questa Messa che il Signore ci sostenga e ci conforti nell’adempimento della sua volontà, così da essere fedeli al dono della vocazione.

Ci rivolgiamo fiduciosi a Dio per l’intercessione di sant’Agnese, vergine e martire, modello eletto di fortezza, di fedeltà e di amore a Cristo.