Martedì 21 ottobre 2025 si è svolto il secondo degli incontri culturali dell’anno 2025-2026. L’incontro, dal titolo «La crisi della fisica classica. Le due relatività, la meccanica quantistica e la cosmologia: aspetti linguistici, psicologici e ontologici», è stato tenuto dal prof. Carlo Cosmelli, fisico sperimentale della Sapienza – Università di Roma.
Fino alla fine dell’Ottocento, gli scienziati concepivano uno spazio e un tempo assoluti in cui i corpi erano governati in modo deterministico dalla gravità e dalla forza elettromagnetica; si pensava che per descrivere interamente lo stato di un sistema bastasse conoscerne la posizione, la velocità, la massa, la carica elettrica ed eventualmente la forma, e che in fisica, salva la ricerca di misurazioni sempre più precise, non ci fosse più nulla di nuovo da scoprire. Ma nel corso del Novecento nacquero le due teorie della relatività di Einstein (la relatività speciale nel 1905, la relatività generale nel 1915), la meccanica quantistica (a partire dal 1900) e la cosmologia (a partire dal 1917). La relatività speciale parla di uno spaziotempo a quattro dimensioni che si allunga o si accorcia a seconda di chi osserva o misura; di eventi che avvengono in un ordine diverso a seconda di chi li guarda; di una materia che può convertirsi in energia. La relatività generale parla di uno spaziotempo che viene curvato dai corpi, spiegando così la proprietà dei corpi che la tradizione aveva chiamato “gravità” e sottraendo allo spazio e al tempo ogni residuo di oggettività fisica, e mette in discussione la legge di conservazione dell’energia. La meccanica quantistica parla di elementi subatomici che si comportano ora come particelle ora come onde, a seconda delle condizioni dell’esperimento; riesce a spiegare parecchi fenomeni altrimenti misteriosi, come il fatto che gli oggetti cambino colore a seconda della temperatura, ma abbandona il determinismo della fisica classica e non si basa sul principio di causalità. Non si è ancora riusciti ad elaborare una “teoria del tutto”, perché al momento la relatività generale (e con essa la forza di gravità) non è integrata nel modello standard.
La relazione è stata seguita da un momento di dialogo a partire dalle domande degli alunni, nel quale si sono esplorate le questioni del “wave function collapse”, dei gravitoni, dei computer quantistici e delle ricerche filosofiche sull’anima e su Dio.

Carlo Cosmelli è un fisico sperimentale. Conseguita la Laurea in Fisica alla Sapienza e vinta una borsa di studio del CNR, ha collaborato con il gruppo di Edoardo Amaldi sulla ricerca delle onde gravitazionali. Dopo un’esperienza di ricerca presso l’Università del Maryland negli Stati Uniti, è diventato ricercatore universitario alla Sapienza. Per un decennio, presso il CERN di Ginevra, ha collaborato all’attivazione del rilevatore di onde gravitazionali EXPLORER. Ha realizzato un componente dell’antenna gravitazionale NAUTILUS. Diversi altri progetti da lui portati avanti, anche a Leiden in Olanda, riguardano la meccanica quantistica; tra questi l’esperimento CUORE, ancora in corso, con l’obiettivo di chiarire la natura dei neutrini. È autore di oltre cento pubblicazioni su riviste scientifiche. Ha insegnato presso l’Università di Salerno ma soprattutto presso la Sapienza, dove ha istituito e ha tenuto per diversi anni un corso di Princìpi di Fisica per studenti di Filosofia. Da questa sua esperienza didattica è nato il libro “Fisica per filosofi” (Carocci, 2021).