Martedì 18 novembre si è svolto il quinto incontro culturale dell’anno accademico 2025-2026. L’incontro, dal titolo La crisi degli abusi nella Chiesa: la sfida davanti alla sfiducia, ha visto come protagonista la dottoressa Valentina Alazraki, giornalista e corrispondente dal Vaticano dal 1974, invitata nel 2019 da Papa Francesco a tenere una conferenza durante l’incontro “La Protezione dei Minori nella Chiesa”.
Dopo una dettagliata analisi della crisi, in particolare di alcuni casi tragici, la dottoressa Alazraki ha offerto consigli pratici su questo fronte, presentando l’immagine della Chiesa come madre e sottolineando la necessità di puntare sulla trasparenza e sulla rapidità delle informazioni, di prendere l’iniziativa, di ascoltare e di imparare dagli errori del passato — primo fra tutti quello del silenzio — poiché esso è una tragedia che incide profondamente sulla missione evangelizzatrice della Chiesa. Al centro deve esserci sempre la persona e, nei casi di abuso, le vittime devono essere poste al centro di ogni processo, senza tralasciare il necessario lavoro di correzione e giustizia nei confronti degli abusatori.
Rincuorando la comunità, Alazraki ha ricordato che i fedeli si aspettano molto dalle future generazioni: una generazione limpida, coerente e degna della fiducia che le viene riposta, poiché lo scoraggiamento nasce proprio dalla rottura di questa fiducia. In definitiva, quella degli abusi — qualunque essi siano — rappresenta una sfida non indifferente per la Chiesa di oggi: essa coinvolge la comprensione delle relazioni e dei ruoli all’interno dell’istituzione e incide profondamente sull’immagine che la Chiesa ha a livello mediatico.
L’incontro si è concluso con un vivace dialogo e dibattito, nato dalle domande degli alunni. 
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La dottoressa Valentina Alazraki, nata a Città del Messico, è una delle più autorevoli giornaliste vaticaniste. Corrispondente dal Vaticano dal 1974, ha seguito sei pontificati e ben oltre 160 viaggi papali in ogni parte del mondo. Per il suo impegno professionale e per il contributo dato alla comunicazione ecclesiale, è stata insignita di numerose e prestigiose onorificenze internazionali. Nel 2023 ha ricevuto il Dottorato Honoris Causa dall’Università Giovanni Paolo II di Cracovia, riconoscimento che sottolinea la profondità del suo lavoro nel raccontare il pontificato di san Giovanni Paolo II e della Chiesa contemporanea. Nel corso della sua lunga carriera ha intervistato san Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Papa Francesco, instaurando con ciascuno di loro un rapporto professionale caratterizzato da rispetto, fiducia e continuità. Papa Francesco, in segno di stima e affetto personale, le ha attribuito il titolo “affettivo” di decana dei giornalisti vaticanisti, riconoscendo così il suo ruolo unico nella storia della comunicazione vaticana.