Martedì 21 aprile 2026 si è svolto l’ottavo degli incontri culturali dell’anno 2025-2026. L’incontro, dal titolo «Francesco e il suo mito in due secoli di crisi (XIX-XXI sec.)», è stato tenuto dal prof. Daniele Solvi, docente di Letteratura latina medievale e umanistica presso l’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli.
Se nel Medioevo san Francesco era visto principalmente come «alter Christus» e nell’età moderna come mistico inarrivabile, a partire dall’Ottocento la ricezione della sua figura da parte del grande pubblico ha cambiato i suoi connotati. Il prof. Solvi ha ripercorso questa evoluzione scandendola in tre quadri: l’età delle rivoluzioni (Settecento e Ottocento); il nazionalismo e la società di massa (Ottocento e Novecento); il cambiamento d’epoca (Novecento e Duemila). L’età delle rivoluzioni ha posto l’accento sulla conciliazione operata da Francesco tra il podestà e il vescovo – specchio dell’alleanza ormai infranta tra trono e altare – e sulla fraternità nei confronti dei poveri – essendo la «fraternità» un’idea chiave della rivoluzione francese –, che si estende nel sentimento di solidarietà nei confronti degli animali. La società di massa, segnata dalle guerre mondiali, ha presentato san Francesco come un araldo di pace, attribuendogli la «preghiera per la pace» o «preghiera semplice» (apparsa nel 1912), e come un amante della natura e degli animali; entrambi i filoni furono assunti da papa Giovanni Paolo II, che proclamò san Francesco patrono dei cultori dell’ecologia e recitò la «preghiera semplice» in occasione dell’incontro interreligioso di Assisi. Oggi, nel «cambiamento d’epoca», san Francesco continua ad essere evocato come uomo di pace e come icona della cura dei poveri congiunta alla cura della Terra.
La relazione è stata seguita da un momento di dialogo a partire dalle domande degli alunni, nel quale si sono esplorate questioni come le dinamiche della memoria di un personaggio, il ricorso simbolico a san Francesco da parte dei non cristiani, l’italianità di Francesco, la rilettura ottocentesca del rapporto ideale tra ricchi e poveri e quali temi francescani proporre nel mondo di oggi.
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Daniele Solvi è professore associato di Letteratura latina medievale e umanistica presso l’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli, membro del consiglio direttivo dell’Associazione Italiana per lo Studio della Santità, dei Culti e dell’Agiografia (AISSCA), della Società Internazionale di Studi Francescani (SISF) e dell’International Center for Franciscan Studies and Research, del quale è stato recentemente eletto presidente. Il suo principale campo di ricerca riguarda i testi religiosi del tardo Medioevo e la loro sorte nell’età moderna e contemporanea. Ha studiato le opere e le vite medievali di Francesco d’Assisi e Bernardino da Siena, l’agiografia e la storiografia francescana dal Duecento al Quattrocento e altri testi religiosi tardo-medievali di diversi generi: teologia, mistica, inquisizione, sermoni, profezia ed escatologia. Tra le sue principali pubblicazioni ricordiamo l’edizione critica dello «Speculum perfectionis status fratris Minoris», i cinque volumi de «La letteratura francescana» (con Claudio Leonardi e Francesco Santi), i due volumi de «Le vite quattrocentesche di Bernardino da Siena» e la raccolte di saggi «Il mondo nuovo. L’agiografia dei Minori Osservanti» e «Rotundis quadrata mutare. Questioni francescane dalle origini ai Fioretti».

